Nell'anno 1993, a causa di una perdita di interesse nei confronti della manifestazione in generale, si pensò di introdurre, al posto della sfilata, la corsa delle macchinine a pedali, denominata poi " gran premio di formula uno".

Si trattava di automobili a pedali con telaio in acciaio e scocca in vetroresina, realizzate da una ditta specializzata nel campo degli allestimenti delle auto da corsa.

Le macchine nel numero di tre per ogni contrada, erano contraddistinte dai colori della squadra di appartenenza: azzurro per il Bregoglio, nero per il San Giuan, rosso per la Fameta e bianco per la Belgora.

Venne stabilito un massimo di nove piloti ( tre per ogni contrada),  che si sarebbero alternati lungo tutto il percorso della gara, questo sia nelle prove che nella corsa vera e propria.

Il percorso venne realizzato sfruttando le vie che giravano attorno all'oratorio, creando cosi una sorta di anello dove le macchine potevano correre liberamente.

Anche l'anno successivo la manifestazione suscitò l'interesse generale della stampa locale e della popolazione che accorse numerosa ad assistere alla gara, contribuendo così a ravvivare l'interesse nei confronti del Palio da parte di tutti, comprese le contrade trovatesi impegnate in una nuova competizione.

Le sfilate degli anni 1993 e 1994 vennero realizzate in tema della gara, ogni contrada realizzò un "carro-box", accompagnato da meccanici sul quale portare le macchine in sfilata lungo le strade del paese.

A parte il cambiamento delle strade su cui si svolge e di cambiamenti apportati al regolamento,  la gara ha continuato a svolgersi anche negli anni successivi, fino ad oggi, contribuendo a vivacizzare la manifestazione con il suo contributo di emozioni.